Ho scritto un libro: cosa fare?

Ho scritto un libro = editoria classica x editoria a pagamento x (self publishing + piattaforme d'intermediazione + costi + royalty)= AIUTO!. Si al self publishing!



Ciao visitatore!
Anche oggi la parola d'ordine è S E L F   P U B L I S H I N G.
Partiamo da una domanda essenziale: cos'è, realmente, il self publishing?
Il self publishing corrisponde all'autopubblicazione dei propri testi in autonomia (self ) cioè un modo per pubblicare i propri libri senza il supporto di un editore ma andando quindi a usufruire di servizi che consentono all'autore di essere editore di se stesso. Probabilmente quest'idea suonerà stonata; un autore che, dopo aver faticato tanto sulle pagine del proprio lavoro si trova ad affrontare l'ardua scelta di cosa fare del proprio libro, potrebbe essere confuso sul da farsi ma, sicuramente, vorrà valorizzare al meglio i propri scritti. Potrebbe sorgere spontanea una domanda: perché dovrei togliermi la possibilità di collaborare con degli editori che fungerebbero sicuramente da megafono alla mia attività? - domanda lecita e comprensibile. Risponderò sulla base della mia esperienza personale.


  1. Primo punto essenziale: no all'editoria a pagamento. Sono consapevole che, essendo un settore intricato e nel quale è difficile riuscire ad emergere, essa può apparire come una succulenta immagine per tutti coloro che sanno di essere meritevoli ma non trovano un trampolino di lancio. Scrittore, ricorda che tu hai le capacità per uscire dalla massa senza dover pagare nessuno;
  2. Riuscire ad entrare in contatto con grandi editori: magari! Tenendo ben fermo in mente il concetto che, supponendo di essere riusciti a farsi pubblicare da colossi del settore, bisogna impegnarsi al 100% per mantenere sulla vetrina mediatica il proprio prodotto in modo da assicurare quella copertura di vendita necessaria, dalla mia piccola esperienza posso dire che, per un autore che si affaccia al panorama editoriale, il sentimento principale che deriva è lo sconforto. Piccoli esempi: dopo aver aperto il sito www.tizioecaioeditore.com e spulciato fra le varie pagine con il cuore speranzoso, trovi una serie di avvisi (assolutamente comprensibili data la mole di manoscritti che quotidianamente ricevono) che ti gettano nella più profonda disperazione. "Non riceveremo prima di tot. anni", "Nell'ipotesi di un esito positivo, non risponderemo prima di tot. mesi" e via dicendo. Da qui nasce uno scoraggiamento che non fa che avvilire l'animo creativo. Quello che posso suggerire è questo: PROVACI ma NON FERMARTI SOLO A QUESTO (senza dimenticare che, una volta intrapresa una determinata via - es. da testo inedito a edito - potrebbe non essere semplice ottenere una collaborazione);
  3. Essere pubblicati da un editore non significa girarsi i pollici perché c'è qualcuno che fa tutto per me ma bisogna essere attivi in prima linea (ad esempio sui social network);
  4. Appellarsi ad un editore richiede tempistiche d'attesa medio/lunghe che non corrispondono affatto ad una pubblicazione assicurata

Lo so, anch'io mi sento demoralizzata di fronte a queste consapevolezze. Forse, tornando al primo punto, ti domandi se poi l'editoria a pagamento non sia così male. Ti capisco.
Voglio però mettere sotto il nostro riflettore una realtà importante, quella del self publishing. Parti consapevole che il percorso richiederà una grande parte del tuo tempo e probabilmente anche dei costi ma esso può essere la soluzione ai tuoi problemi. Quanti testi divenuti famosi (che sono stati anche ispirazione per film di successo) hanno intrapreso come prima via quella dell'autopubblicazione? Allora l'autoeditoria potrebbe non essere un tentativo vano. E di piattaforme di intermediazione, sia nostrane che estere, ce ne sono tantissime. Voglio condividere con te due tabelle abbastanza esaustive che ho trovato sul sito socialcompare.com (suggerendo comunque una verifica delle condizioni offerte da ogni singola piattaforma  per eventuali aggiornamenti e/o modifiche):

Nazionali (clicca per aprire il link)

Internazionali (clicca per aprire il link)


Come puoi facilmente notare le possibilità sono ampie e i servizi offerti (più o meno gratuiti) vantaggiosi. Personalmente ritengo che, per quanto riguarda il panorama italiano, le migliori piattaforme- royalty a confronto/servizi offerti/costi - sono StreetLib (sulla quale ho pubblicato il mio libro) e Amazon seguiti da Youcanprint e Il Mio Libro. A livello internazionale spicca fra tutte LULU; ammetto di essere stata tentata più volte da questo portale ma poi ho intrapreso un'altra strada per due ragioni: 1) i libri vengono venduti su librerie internazionali e, quindi, un autore italiano deve necessariamente impegnarsi in autonomia per permettere al proprio lavoro di esordire nelle librerie italiane, cosa complessa; 2) i costi di spedizione dovrebbero essere abbastanza rilevanti e, di conseguenza, il prezzo finale del testo aumenterebbe vertiginosamente con il rischio che il lettore potrebbe essere scoraggiato all'acquisto. E, dopo aver scelto una delle piattaforme d'intermediazione - le quali si dividono in dirette e indirette (sulla base del tasso di autonomia dell'autore/editore) - cosa succederà? Cosa mi aspetta?
Da quando ho deciso di buttarmi nell'autoeditoria a quando ho potuto finalmente vedere pubblicato il mio libro, ho passato la maggior parte delle ore e delle mie giornate davanti al PC tra grattacapi, ricerche, editor di scrittura e immagini. Questa strada necessita di tempo, costanza e grandi sforzi; nonostante sia solo l'inizio di un percorso, credo proprio che valga la pena fare un tentativo. Quello che seguirà sarà dipeso dalla piattaforma che sceglierai. Ti riporto la mia esperienza: ho scelto StreetLib poiché mi è sembrato il servizio migliore sulla base delle mie necessità e ho iniziato a lavorare dal loro editor di Write -  gratuito - che è molto semplice e intuitivo (qui per il video).  Cliccando sul link potrete trovare la spiegazione dettagliata. Successivamente ho pubblicato nell'area di Publish il mio libro in formato eBook, che è stato disponibile dal giorno successivo, per poi richiedere la stampa cartacea con il servizio Print per averlo in formato cartaceo sullo StreetLib Store e su Amazon.
Chiudo questa parentesi sulla quale ci soffermeremo nei prossimi post per affrontare un'ultima parte - ultima non per importanza! In quanto autore self quale rapporto si va a generare tra me e il sistema tributario italiano?

!Precisazione necessaria: queste sono informazioni raccolte dal web; consiglio sempre e comunque di rivolgersi al commercialista di fiducia!

Le commissioni d'autore, in Italia, sono considerate PRESTAZIONI D'OPERA e quindi fuori campo IVA, cioè non soggette ad essa; inoltre, i guadagni che l'autore indipendente riceve sono già al netto dell'IVA (dettagli).

Nei prossimi post affronteremo nuovamente l'argomento dell'autopubblicazione; se ti va ti aspetto qui, nel mio angolo virtuale, per novità, aggiornamenti e consigli per aiutare chi, come me, si avvicina al mondo del self publishing fornendo una serie di indicazioni utilissime. Se non vuoi perdere nessun post del mio blog e vuoi ricevere le notizie con velocità e semplicità, troverai, in fondo ad ogni post e in alto a destra del mio blog, il tasto "Iscriviti". Ti aspetto!
Jennifer

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Immagine ©  Jennifer Di Giovine. Fotografo: Basso Fiorilli

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