TEMPO E SOCIETÀ



Nel mio libro "Nutrimento per l'animo" c'è una sezione chiamata "Manuale delle buone maniere" che non è altro che un'analisi di cosa il disfacimento societario può fare sull'individuo e di come questo possa preservare la propria essenza. Ho passato al vaglio varie teorie e mi sono fornita altrettante risposte per poi comprendere che, tutti i rami del diagramma, potevano essere letti attraverso un'unica chiave di lettura: l'infelicità. Sarà capitato a tutti di sentirsi deboli, fuori forma e trascinati da una routine che non lascia in un perenne senso di vuoto e agitazione. Questo succede, a parer mio, per una serie di fattori che nel testo elenco in modo ampio ma che, per non uscire fuori dal senso di questo post, eviterò di spiegare - per chi vorrà leggere lascio il link. (http://digiovinejennifer.blogspot.it/2018/01/manuale-delle-buone-maniere-tratto-dal.html?m=1)
La riflessione di questa mattina nasce da una domanda che è stata posta su questo social: perché l'uomo è abitudinario?
Riporto la mia risposta che penso sposi pienamente ciò di cui parla il mio libro.
Perché ci è stata imposta una concezione di tempo e innestato un bisogno societario teoricamente necessario. L'uomo è un animale sociale che, per sopravvivere, ha bisogno di stare in comunione con altri individui ma che necessita di un sistema di gestione al fine di garantire il miglior funzionamento della macchina societaria. Questo è ciò che insegnano agli studenti di sociologia e che, teoricamente e in parte, potrebbe anche essere vero. Mi spiego meglio: il fatto di essere animali sociali e che non possiamo non comunicare penso sia vero per via di un'impostazione che incoscientemente abbiamo ma, la necessità di essere governati perché incapaci di gestione, quella è un'invenzione sociale che abbiamo accettato e di cui ormai abbiamo necessità assoluta perché non siamo più capaci di gestione autonoma reale e attuabile. Per quanto riguarda il tempo, e per quanto dura da digerire, è tanto necessario quanto assolutamente inventato e ci è stato imposto proprio per far sì che le necessità societarie vengano a pieno soddisfatte. A grandi linee, abbiamo bisogno di questi elementi inculcati perché altrimenti il nostro sistema andrebbe in"surriscaldamento" e impazziremmo di fronte a qualcosa di nuovo e non ancora registrato. Immaginiamo di scoprire che il tempo non esista e non serva: si andrebbe a causare isteria... Quindi siamo convinti in modo inconscio di aver bisogno di questo.
Perché ho condiviso questa parte di dialogo?
Perché, seppur probabilmente le mie teorie siano personali e quindi condivisibili e non, spero di invitare ad una riflessione interiore chiunque avrà voglia di leggere quanto scritto con animo predisposto all'ascolto.


Ringrazio la persona che ha permesso questo spunto di riflessione.

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