Panacea


Mi hanno inserita ripetutamente
nella categoria dei poeti da strapazzo
e tra gli scrittori mancati
all'appello di una normalità fraudolenta
che fagocita sogni e speranze
con un respiro glaciale
che bacia il fuoco di chi si spegne
nell'ombra oscura del tramonto interiore.
Vivo nel nulla
e nel nulla m'aggiro silenziosamente
come una macchina senza motore,
un motore privo di energia,
energia scarna di scintille
che fanno divampare l'incendio vitale.
Mi hanno definita folle:
di certo folle lo sono
e bramo di descrivere ciò che la normalità cela.
Con il cuore ansimante
perimetro il campo d'azione
e modello il mio essere come creta fragile
distruggendo ogni emozione.
Mi hanno venduta su una tela bianca,
bianca come i desideri dei bambini,
pura come l'universo
che lascia il cuore disarmato sul baratro del mondo
e rinasce nel sorriso luminoso
che fa respirare lo spirito.
Lo culla dolcemente
il suo eterno amore
mentre l'occhio si chiude al velo delle esistenze
e torna a vivere nell'inchiostro benefico,
panacea di un animo da strapazzo.

Panacea - 2018 © Jennifer Di Giovine. TUTTI I DIRITTI RISERVATI

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