Quando l'amore si trasforma in terrore


Una storia come tante, inventata ma verosimile e sfortunatamente sempre più comune.
Quando l'amore si trasforma in terrore © Jennifer Di Giovine, 2019. LINK IN BIO.
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Sono reduce da una convivenza di sette anni. Era una convivenza a tre: io, lui e la sua maledetta violenza psicologica. All'inizio della nostra relazione recepivo le sue premure e piccole gelosie come coccole e forme di protezione ed ero felice di ricevere le sue attenzioni. Mi sentivo come in un sogno e persa in una bolla senza tempo in cui l'unica legge vigente era quella scandita dai battiti incostanti delle farfalle che riempivano il mio stomaco. L'ho conosciuto durante una calda notte d'agosto e avevo scambiato il suo sentimento per amore immerso com'era in quella cornice di stelle in cui consumammo la nostra passione. Il passo successivo fu immediato, quasi naturale e ci ritrovammo a scegliere l'arredamento per una fatiscente casetta che ai miei occhi appariva come il più accogliente nido d'amore. Non avevamo un soldo ma io mi sentivo ricchissima. Fu proprio tra queste sensazioni che annegarono i miei sogni di ragazza. Cominciò impedendomi di uscire. Mi diceva che senza la sua protezione non sarei stata capace di camminare nel mondo e io iniziai a credergli finendo per restare completamente sola. Poi passò al trucco: no, il trucco troppo appariscente non era consono per una donna impegnata. E non dimenticava di aggiungere che un viso curato era inadeguato per i miei abiti scadenti. E nei piccoli divieti nacque quel potere che io, cretina, alimentai. Mi annullò e mi fece ritrovare sola, persa tra le dolorose catene della sua prepotenza. I sorrisi divennero taglienti, le attenzioni comandi e le carezze pugni contro il muro o il tavolo quando gli facevo perdere la pazienza. Cercava di farmi sentire sporca, colpevole e piccola quando rientrava a casa e mi aggrediva per dare sfogo alle frustrazioni della sua giornata. Diventavo invisibile dietro a quel grembiule macchiato di candeggina. Mi ripeteva continuamente che ero diventata brutta, fatiscente come la casa in cui l'avevo costretto a vivere. E aveva ragione. Avevo smesso di prendermi cura del mio corpo nella speranza di tenerlo lontano ma il mio misero tentativo non funzionò. Mi utilizzava come un contenitore per dare sfogo alle sue pulsazioni e mi lasciava nello oscurità umiliante della nostra stanza a piangere per tutta la notte. Appena avvertivo le sue intenzioni spegnevo la luce e lo lasciavo fare pregando che finisse subito. Senza il minimo rispetto occupava la mia mente e il mio corpo ormai vuoti e poi si metteva a dormire beatamente come un bambino. Il suo russare mi snervava e anche il semplice respiro mi faceva diventare matta. Così passarono quattro anni, quattro lunghi anni combattuti tra paure e l'indomabile voglia di scappare il più lontano possibile. Non so dire quante volte ho preparato il mio borsone da pezzente, fiduciosa e pronta ad andare via ma alla sera, prima del suo ritorno, mettevo tutto in ordine per non essere scoperta. Ho preparato quel dannato borsone almeno un milione di volte. Alla fine, una mattina d'agosto calda come quel maledetto giorno in cui l'ho conosciuto, sciolsi quello che restava del mio grembiule sporco di candeggina e lo adagia con estrema cura sul nostro letto. Sospirai così forte che l'aria scese come fiele squarciando il mio petto distrutto poi presi il borsone e semplicemente assieme alla porta della mia prigione chiusi il capitolo peggiore della mia vita.

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Il 31,5% delle 16-70 enni (6 milioni 788 mila) ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subito violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila.) Ha subito violenze fisiche o sessuali da partner o ex partner il 13,6% delle donne (2 milioni 800 mila), in particolare il 5,2% (855 mila) da partner attuale e il 18,9% (2 milioni 44 mila) dall'ex partner. La maggior parte delle donne che avevano un partner violento in passato lo hanno lasciato proprio a causa delle violenza subita (68,6%). In particolare, per il 41,7% è stata la causa principale per interrompere la relazione, per il 26,8% è stato un elemento importante della decisione. Il 24,7% delle donne ha subito almeno una violenza fisica o sessuale da parte di uomini non partner: il 13,2% da estranei e il 13% da persone conosciute. In particolare, il 6,3% da conoscenti, il 3% da amici, il 2,6% da parenti e il 2,5% da colleghi di lavoro. Le donne subiscono minacce (12,3%), sono spintonate o strattonate (11,5%), sono oggetto di schiaffi, calci, pugni e morsi (7,3%). Altre volte sono colpite con oggetti che possono fare male (6,1%). Meno frequenti le forme più gravi come il tentato strangolamento, l’ustione, il soffocamento e la minaccia o l’uso di armi. Tra le donne che hanno subito violenze sessuali, le più diffuse sono le molestie fisiche, cioè l’essere toccate o abbracciate o baciate contro la propria volontà (15,6%), i rapporti indesiderati vissuti come violenze (4,7%), gli stupri (3%) e i tentati stupri (3,5%). Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici.
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Fonte: www.istat.it
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