Translate

giovedì 15 giugno 2017

La rosa cherokee



Carol: Un fiore?
Daryl: E' una rosa cherokee. La storia dice che quando i soldati americani stavano deportando gli indiani dalle loro terre durante il "Sentiero delle Lacrime" le madri cherokee erano addolorate e piangevano così tanto perché stavano perdendo i loro piccoli lungo il cammino per assideramento, malattie...e fame. Molti di loro scomparirono e basta. Così gli anziani innalzarono una preghiera chiedendo un segno per risollevare lo spirito delle madri, per dar loro la forza...e la speranza.Il giorno dopo questa rosa cominciò a crescere nei posti in cui caddero le lacrime di quelle madri. Non sono così stupido da pensare...che un qualsiasi fiore possa sbocciare per mio fratello.
Ma credo che questo...sia sbocciato per tua figlia.

Fonte> Web (http://thewalkingdeadita.blogspot.it/p/citazioni.html)

martedì 13 giugno 2017

Elpis - Ispirato al mito del vaso di Pandora



"Ciò che dal cielo stellato e dalla dea primordiale nacque, dell'originaria divinità della fertilità, del tempo e dell’agricoltura era progenie e della titanide “Rea” d’aver salvato il fortunato Zeus scampato all'appetenza vendicativa del padre suo timoroso per la raccapricciante profezia che s’avverò, rendendo il giovane Zeus il Signore degli Olimpi reggenti sul monte sede degli Dei.
La vendetta del Dio del cielo e del tuono s’avverò quando Pandora, sua abile creazione, il lucente scrigno scoperchiò.
Con le gentili mani accarezzava la dorata superficie ricamata di Sole e Mare dalle umane fattezze. Dato che resistere non può, la rossa cinghia di tessuto sfila goduriosa per la sua insaziabile, frenetica curiosità che Zeus livoroso abilmente grazie ad Ermes, in Pandora innocente, insidiò. La candida pelle livida diventò quando in causa del male dell’uomo si trasformò: l’anfora in terracotta sigillata in rossa ceralacca partorì fatica, malattia, odio e vecchiaia. Venne fuori, poi, la pazzia, l'invidia, la passione, la violenza e la morte che, sibilline sussurranti, la dolce fanciulla ammaliarono, facendole conoscere quel tetro dualismo che dell’uomo è proprio.
La sapiente trappola dall'incontaminato aspetto di foglie d'alloro e gusci di lumaca era ornata; solo quando Speranza pregò la fanciulla di tirarla fuori, di luce propria l’orcio tornò a risplendere ed il fresco profumo del nobile Laurus si rinnovò.
Ma chi la chimerica fiducia per l’essere da Prometeo tanto amato, in quell'elegante vaso, aveva imprigionato?
Gaia dei titani progenitrice, risentita dal malvagio trattamento che Zeu pater ai suoi figli aveva riservato con Era vendicativa, sovrana dell’Olimpo, che gelosa era dei perenni tradimenti del consorte, un accordo aveva stilato.
Grazie al favore di Efesto, dio del fuoco, delle fucine, dell’ingegneria, scultura e metallurgia, rancoroso nei confronti del padre nella piccola anfora la speranzosa virtù aveva miscelato alle voci di morte e dolore che sensuali apparirono all'orecchio della fanciulla con ardore.
Ma le feconde genitrici che già rivendicazione assaporavano, dell’astio di Efesto nei confronti di Era e Afrodite avevan dimenticato il quale il serpente tanto da Era adorato, sotto forma di nastro rosso, aveva mutato.
In apparenza solo guarnizione a chiusura del vaso era addobbato ma, quando la disgraziata Pandora la trappola aveva scoperchiato, nello squamato rettile si è trasformato. Dapprima la donna morse per poi fuggire silenziosamente nelle strade del mondo per diffondere nell'essere umano una consapevolezza vitale: nonostante il male, degli Dei bisogno l’uomo non aveva ma, grazie ad impegno, cuore ed intelletto, le riprovevoli virtù dal vaso fuoriuscite potevan contrastare.
Anche alla morte se, nella fede di una rinascita, iniziavan a sperare.
Le risa accanite di Efesto deliziate ancora risuonano nelle viscere del rombante Etna per aver soggiogato le divinità che, con astuzia, ad una triste fine aveva condannato".


Per questo umile tentativo, frutto di un gioco il cui obiettivo era solo quello d’immaginare una sorta di “sequel” del mito del Vaso di Pandora – leggendario contenitore di tutti i mali, devo ringraziare l’artista Vittorio Di Giovine che mi ha concesso d’ispirarmi ad uno dei suoi bellissimi capolavori.

Copyright © 2017 Les Petites Folies by Di Giovine Jennifer. All rights reserved

Tutto ciò che è riportato su questo sito web - documentazione, contenuti, testi e lavoro artistico - sono protetti dal diritto d´autore.
Sarà quindi assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase e contenuto presente; ne è quindi vietata la copia, la riproduzione, la redistribuzione e la pubblicazione non autorizzate, in qualsiasi forma.

mercoledì 7 giugno 2017

Cercami su Facebook!

Cercami su Facebook 😉


Se vuoi tenerti aggiornato e seguirmi anche su Facebook cerca "Les Petites Folies" (@digiovinejennifer) e clicca il pollice in su 😃

https://www.facebook.com/digiovinejennifer/

> Foto del Web

D'amore eterno



Pioggia
che bagni la terra arida,
arida come il cuore mio ormai vuoto di lacrime
fuggi via con l’aiuto del vento,
fuggi come feci anch'io dai miei errori
e cospargi il mondo del tuo fresco profumo…
Fresco come l’amore che abbiamo vissuto,
provato, cresciuto, ascoltato.
Porta da lui la brezza
e penetra nella sua pelle arrivando al cuore.
Cuore
che adoro più del mio stesso respiro
rimembra quello che fu,
quel che ci è sfuggito dalle dita
rese scivolose dal logorio del tempo, dal mondo.
Percepisci la mia impronta marchiata sulla tua anima?
Anima dolce che torna prepotente
nella mia mente vuota, oscura.
Mente che vola inarrestabile quando,
accucciata in quella vasca bianca, sterile e vuota,
prega Dio con tutta la forza
affinché il ricordo arrivi a lui.
Trascorro giorni senza proferir parola
accontentandomi d’immaginare il suo riflesso nel mare tempestoso,
agitato come il cuore mio spaurito.
Pensare d’odiarci è pura menzogna
che imponiamo stupidamente ai nostri esseri
credendo di poter vivere lontani.
Sorriso
che sovrano ti mostri sfacciato
sulle bocche di coloro che amano
torna sui nostri volti che si ricercano disperati.
Amore
punta la tua luce su questi uomini soli
e mantieniti vivido ed ardente
grazie a questa brezza regalata dal cielo
per far tornare alla memoria quell'attimo in cui,
al primo sguardo,
capimmo che avremmo vissuto di te.
Pianeta florido ricorda
e ricomincia ad orbitare attorno al tuo Sole,
eclissato dal dolore della tua assenza.
Tempo
sorridi ai due amanti
e riempili nuovamente d’amore eterno.

Di Giovine Jennifer

Ho scritto questa poesia in occasione della mia partecipazione al premio letterario "TI PREGO AMORE RICORDA" - Shakespeare, Amleto (Atto IV, scena V) in memoria del dott. Vincenzo D'Angelo, V edizione e sono lieta di condividerla con voi; è un lavoro a cui tengo particolarmente in quanto contenente parte del mio vissuto. Inoltre è sempre molto interessante buttarsi in nuove sfide lasciandosi ispirare da un tema conduttore che, in questo caso, risulta a me molto caro e vicino.
Felice di mettermi sempre alla prova condivido questo frammento di me.
Saluti,
Jennifer

Tutto ciò che è riportato su questo sito web - documentazione, contenuti, testi e lavoro artistico - sono protetti dal diritto d´autore.
Sarà quindi assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase e contenuto presente; ne è quindi vietata la copia, la riproduzione, la redistribuzione e la pubblicazione non autorizzate, in qualsiasi forma.

Foto > Web

sabato 27 maggio 2017

Per te 💓



Insieme cammineremo verso l'eterno.
Con la mia mano nella tua non rischieró mai di cadere ne tantomeno permetterò a te di andare giù, a costo di essere trascinata dall'oblio per tenerti a galla.
Non posso impedirti di fare gli errori che hai bisogno di fare per una tua crescita personale ma sicuramente puoi stare certa che sarò lì, al tuo fianco, ogni volta che avrai bisogno di me, com'è già successo e come succederà.
E quando starai bene io sarò in quell'angolo del tuo cuore ad osservare ogni minimo dettaglio per far sì che nessuno tenti di oscurare la luce che custodisci e che, talvolta, mostri al mondo facendolo brillare di te.
Ci saranno discussioni, eccome se ci saranno.
Probabilmente ci arrabbieremo e tireremo dispettosamente le catene che ci legano in modo brusco ed inadeguato al rapporto che ci contraddistingue.
Ma sai cosa c'è, cara sorella mia?
Che quelle catene sono, però, indistruttibili e niente e nessuno potrà mai spezzare quel legame che è insito nei nostri cuori.
Il firmamento parla di noi già da prima che avessimo la consapevolezza di essere umani e che mettessimo piede su questa Terra.
Probabilmente resterai sorpresa di questa mia dedica, burbera e distante come sono, ma sentivo oggi la necessità di mostrarti il bene che ti voglio in modo differente, continuando a piantare ogni giorno, intorno al tuo essere, quei semi di pace che hanno il compito di tutelarti da quel cattivo mondo esterno.
Continua a brillare riscaldando i miei occhi felici, sorella mia; io sarò per sempre qui, seguendo le orme che imprimi sulla Terra al tuo passaggio e non permettendo a nessuno di occupare questo percorso o ingannare il mio occhio pieno di te con orme fasulle, facendomi perdere la giusta direzione.
Ti voglio bene sorellina,
Jennifer

giovedì 25 maggio 2017

Dove eravamo rimasti?



Salve a tutti!
Quanto tempo è passato dal mio ultimo post.
Forse qualcuno si sarà reso conto della mia temporanea inattività... o forse no.
Ho deciso di prendermi un momento di pausa in un periodo particolarmente incalzante della mia vita.
Ho messo in congelatore tutto il mio mondo per riprendere fiato; mi ero persa quindi ho deciso di fermarmi, meditare e cercare dentro me quella Jennifer della quale piano piano, a causa di molteplici situazioni, avevo perso le tracce.
Si era nascosta impaurita ed aveva deciso di non uscire più alla luce del Sole quasi in maniera inconsapevole e lasciava trasparire all'esterno un guscio vuoto del quale non ero affatto felice.
Pensai allora di provare a recuperare la mia luce provando ad essere, per una volta, anch'io un po' egoista e determinata a prendermi nuovamente cura di me.
Sono scappata dal mondo, ho viaggiato a lungo e ho passato momenti di grande difficoltà.
Il percorso è stato più difficile del previsto, quasi più intricato del motivo della mia "fuga" dalla realtà ma, alla fine, sono riuscita a recuperare il mio essere ed ho ripreso in mano le redini della mia esistenza.
So bene che all'occhio altrui posso essere sembrata quasi instabile e menefreghista, una persona disinteressata agli altri che si era isolata dal mondo senza tenere nessun altro in considerazione; sono anche consapevole che, molte volte, i miei modi di fare possono essere non compresi pienamente tanto da apparire, talvolta, insensati.
L'unica sfaccettatura di me stessa che sento di condividere su queste pagine virtuali è che molte volte la sofferenza può trasmettere, all'animo che non conosce, questa sensazione.
Chiudo questo post con la promessa di scongelare il mio piccolo angolo virtuale dall'immobilità in cui l'avevo rinchiuso e lasciando un piccolo frammento del viaggio che mi ha visto protagonista.
A presto,
Jennifer

venerdì 5 agosto 2016

...

Sospesa su quel sottile filo 
l'anima mia è in tempesta,
spinta dal peso delle responsabilità
e portata in alto da quella dolce novità.
Solo gli occhi possono trasmettere 
ciò che alberga nel cuore,
quella verità che le labbra non possono pronunciare
ma che risuona nella testa
e che l'animo vorrebbe gridare
e sussurrarti all`orecchio
per spegnere quel fuoco che ho nel petto.
L'unica promessa che posso fare 
è che, in un modo e nell'altro, sono qui 
e non voglio farti del male