RESOCONTO PRESENTAZIONE DEL LIBRO "NUTRIMENTO PER L'ANIMO"



Ciao visitatore!
Oggi sono qui per fare un resoconto della presentazione del mio primo libro "Nutrimento per l'animo" che si è tenuta domenica 28 gennaio presso S. Maria della Spiga a Lucera.
L'incontro, moderato dal giornalista Silvio Di Pasqua e presentato da Don Erminio Di Bello, si è svolto in forma di intervista all'autrice con domande che hanno spaziato dalla biografia personale al percorso lavorativo/didattico sino, ovviamente, all'analisi del testo nelle sue varie parti.
In una parola: sono felice. Felice di essere riuscita a gestire una situazione a me nuova, felice di essermi potuta confrontare con un pubblico in carne ed ossa e felice di aver vissuto quest'esperienza che, in mille modi diversi, mi ha arricchito dentro.
Per vari motivi - sicuramente il  tempo ma anche per non annoiare gli ascoltatori che sono stati più che clementi per un'ora e mezza circa - molti aspetti sono stati toccati solo di passaggio o, purtroppo, non c'è stato modo di affrontare alcuni step che, come tutti gli altri tasselli del puzzle che compongono la trattazione, sono per me determinanti per riuscire ad avere piena comprensione del testo. Ho deciso quindi di scrivere un post al fine di ricreare una sorta di presentazione virtuale del libro del quale si sta discutendo. Sei pronto per quest'incredibile viaggio tra le pagine di "Nutrimento per l'animo?


Magari starai pensando "È tutto molto interessante" 😆


Ma, se vorrai approssimarti ai miei scritti, ti chiedo un po' di tempo e pazienza per poter meglio comprendere questo testo di semplice lettura, facile comprensione e tanto accessibile da essere difficilmente compreso nel suo messaggio insito.

Partiremo dal titolo per arrivare ad indagare e contestualizzare quella parte a me tanto cara, "Il manuale delle buone maniere", che è quella che conferisce piena comprensione di ciò che il testo vuole comunicare. Invito a prestare particolare attenzione a questa sezione dai sapori "sociologici" che NON è un vademecum della vita perché non esiste prontuario, tanto meno una persona, capace di suggerire agli altri cosa fare e come vivere. L'ESPERIENZA È L'UNICA MAESTRA E DA ESSA DERIVA CIÒ CHE VERRÀ DETTO.

Ma andiamo con ordine.
Il titolo del libro è "Nutrimento per l'animo"; il sottotitolo è "Flussi di parole confuse".
Qualcuno di voi magari si starà chiedendo il perché di questo nome e la motivazione è la seguente: i libri sono stati per me diletto per l'animo, nutrimento per il linguaggio e musa per l'ispirazione. Con il passare del tempo e l'acquisizione di nuove consapevolezze questo trinomio si è evoluto finendo per divenire NUTRIMENTO PER IL MIO ANIMO che si apre verso l'esterno, verso il mondo, nella speranza che queste consapevolezze possano essere altrettanto efficaci per il lettore aperto che si appresta alle mie pagine. Perché "Flussi di parole confuse"?
Perché l'uomo di oggi, sempre più spesso, è confuso da un chiacchiericcio di sottofondo che non gli permette di guardare con sicurezza al domani.

Cos'è "Nutrimento per l'animo"?
Risposta secca: un testo di autoguarigione della mente che mira al miglioramento e alla crescita interiore. È una raccolta di poesie in metrica libera, versi dal sapore motivazionale, pensieri e analisi sull'infelicità dell'uomo atte a generare, attraverso la meditazione, una riflessione interiore volta alla conoscenza dell'anima e avente come fine ultimo il raggiungimento della felicità e la presa di coscienza delle infinite possibilità umane.

Di cosa parla?
Di emozioni, sentimenti e vissuto; affronta molti degli argomenti che avvolgono l'umano: dalla maternità alla disabilità, dalla malattia al raggiungimento della felicità attraverso la gratitudine nei confronti della vita. Parla del rispetto verso il mondo e le persone che ne fanno parte sino a concetti particolari come il pensiero positivo quale potente costruttore di realtà. Soprattutto, parla dei sogni e desideri più intimi dell'uomo. È un invito all'introspezione che vuole porre il riflettore sulla mente umana e sulla capacità dell'uomo di superamento delle difficoltà. Forse, proprio attraverso la sofferenza, l'uomo comprende la propria forza; infatti riesce sempre a tirarsi su. È come se dentro di sé, inconsapevolmente, possedesse questa cognizione. Inoltre nel testo è possibile rintracciare il filo conduttore che caratterizza molti dei miei scritti: la lotta fra luce e oscurità insite all'interno dell'uomo, due entità non scindibili e non divisibili ma l'uno necessario all'altro ed entrambi determinanti per l'individuo. 

A chi si rivolge questo testo?
A tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla riflessione e credono nella capacità dell'uomo di migliorarsi ed essere costruttore attivo della propria realtà.

Cosa vuole comunicare al lettore?
RESISTI e abbi fede nelle illimitate capacità della tua mente.

Per quanto riguarda la struttura del libro esso si suddivide in cinque sezioni:

  1. Raccolta di poesie in metrica libera
  2. Raccolta di poesie motivazionali
  3. Pensieri e riflessioni 
  4. Raccolta di racconti dai toni fiabeschi con morale "Fantasticando"
  5. Il manuale delle buone maniere che spiegherò successivamente

Le prime aree come facilmente deducibile sono quelle che contengono poesie in metrica libera e versi dal sapore motivazionale.

POESIE IN METRICA LIBERA - TITOLO: RESPIRO DI VITA

Nella sezione "Fantasticando" abbiamo una serie di racconti che vogliono comunicare al lettore dei messaggi celati attraverso giochi narrativi; insomma, una sorta di fiaba con la morale. Nel caso del libro si va da riflessioni sul vero significato della vita all'importanza della tutela dell'ambiente.


Infine abbiamo "Il manuale delle buone maniere." 
Vorrei dedicare maggiore attenzione a questa sezione che, nonostante sia analitica e a tratti sociologica, ritengo essere molto importante ai fini del messaggio che il testo vuole comunicare. Cos'è il manuale delle buone maniere? Un'analisi talvolta dura e a tratti speranzosa di quello che il disfacimento della società attuale può fare sulla persona e di come questa possa preservare la propria essenza. La riflessione parte da momento di vita realmente accaduto: un giorno, seduta in un luogo pubblico, mi trovai ad assistere ad una scena di vita comune e, purtroppo, sempre più comune. Davanti a me c'erano due ragazze intente a chiacchierare fra loro. Starete pensando "E quindi?"
Anch'io lo pensavo ma poi, guardando la situazione con occhio diverso, mi sono accorta della tensione che i loro corpi emanavano e ho percepito i loro ruoli/giochi di potere. Mi sono domandata allora il motivo per cui ci troviamo sempre più spesso ad essere pubblico o protagonisti di questo genere di situazioni in cui gli uomini si scontrano in una metaforica lotta al fine di intimorire l'avversario ipotetico perché la loro mente crea dei meccanismi in modalità di difesa. Perché li crea? Perché ha paura. E perché ha paura? Perché non sa chi è, non si conosce.
Il bisogno di soddisfazione e autoaffermazione non dovrebbe mai entrare in contrasto con quello dell'altro nel tentativo di mostrare al mondo la propria capacità di dominazione. Nel testo riporto una citazione molto interessante di Martin Luther King che dice 
"La mia libertà finisce dove comincia la vostra"
Una saggia affermazione che veste bene questa come molte altre situazioni che ci vedono protagonisti. Dopo aver analizzato varie teorie ed essermi fornita altrettante risposte ho ritenuto di poter leggere i vari aspetti attraverso un'unica chiave interpretativa: l'infelicità.
Sarà capitato a tutti di sentirsi deboli, fuori forma e sovrastati dalla forza trascinatrice della routine che ci porta ad essere in un continuo stato di agitazione e ci fa provare un diffuso senso di vuoto. Questo potrebbe essere causato da molti fattori che nel testo vado ad elencare e contestualizzare in modo molto ampio ma qui li elencherò brevemente perché QUELLO CHE MI PREME FARE È CONTESTUALIZZARE QUANTO ANDRÒ AD ELENCARE SUCCESSIVAMENTE FORNENDO INTERPRETAZIONE A CIÒ CHE APPARIREBBE UN ELENCO DI PENSIERI BANALI SENZA CAPO NÉ CODA.


  • Mancanza di tempo per se stessi perché non ci dedichiamo tempo, non dedichiamo tempo a noi stessi e non riusciamo a stare nemmeno seduti sul divano senza guardare la televisione o il cellulare;
  • Valori societari che causano disfacimento e solitudine poiché ci rispecchiamo in ipotetici modelli utopici a cui non riusciamo ad arrivare e quindi siamo infelici ;
  • Trasmissione di valori erronei alle nuove generazioni 
  • Questi valori portano ad una sfrenata ricerca esteriore allontanando l'individuo dal suo necessario percorso di ricerca interiore;
  • Identificazione dell'individuo nei modelli di cui si è detto che, essendo fallaci, non sono calzanti con le necessità umane semplicemente per aderire a ciò che viene socialmente approvato;
  • Omologazione;
  • Incapacità di parlare con la propria interiorità;
  • Esaltazione del corpo e materialismo;
  • Perdita dei valori e incapacità di autovalutazione con conseguente diminuzione della stima in noi stessi e nei nostri sogni che potrebbe portare fra le conseguenze, per fare un esempio, ad essere rinchiusi in un lavoro non soddisfacente;
  • A causa di questi fattori la vita risulterebbe non appagante e quindi assolutamente infelice;
  • Mancanza di fede: attenzione, non mi riferisco solo ad una mancanza di fede religiosa ma sto ad indicare un significato più ampio che va dalla fede religiosa a quella in se stessi;
  • Talvolta, e purtroppo sempre più spesso, riversiamo la nostra infelicità sugli altri andando a creare una catena di conseguenze 

Dopo essere arrivata a queste conclusioni ho deciso di raccogliere su carta una sorta di consigli che ovviamente sono personali e tratti dalla mia esperienza, quindi condivisibili e non condivisibili, nella speranza di aiutare a riflettere e invitare l'individuo a preservare la propria spiritualità. Ne andrò ad elencare solo alcuni:

  • Rispetto prima di tutto: sembra che tale concetto sia divenuto, negli ultimi tempi, tanto facile da essere pronunciato quanto arduo da essere praticato. È un concetto che sottolineo spesso e che, volendo dare una paternità, è quello che ha innestato il seme che ha fatto nasce questa sezione. Dobbiamo ricordare che esso è alla base dei rapporti umani e, se ancora non siamo a un livello di consapevolezza tale da fare un gesto d'amore per gli altri, proviamo a metterlo in atto per amor proprio in modo da non generare meccanismi di causa-effetto;
  • Avvicinati con il cuore puro alle persone e alle situazioni: senza farti contaminare dal malessere interiore per evitare di far morire tutto ciò che ti circonda con un solo tocco di lingua pungete e pensiero ne​ga​ti​vo;
  • Ama te stesso per poter imparare ad amare gli altri: è la prima tipologia d’amore che ci educa a forme più elevate e da essa bisognerebbe prendere spun​to;
  • Il pen​sie​ro è il co​strut​to​re del​la no​stra real​tà quin​di ricorda che hai sempre un motivo per sorridere: solo in questo modo potrai far brillare ciò che sei. Dal fondo della difficoltà, della solitudine e della disperazione che nella mia vita mi sono trovata ad affrontare posso dire che, anche se lo ammetto con difficoltà perché risulta essere incoerente rispetto a ciò che percepisci quando il dolore sovrasta ogni cosa, ho sempre avuto almeno un motivo al giorno per sorridere. Sicuramente queste sono consapevolez​ze alle qua​li sono ar​ri​va​ta dopo aver su​pe​ra​to determinate situazioni difficili ed essere riuscita a recuperare il controllo della mia esistenza ma è per me elemento molto importante che sento assolutamente di dover condividere perché non dobbiamo mai dimenticare che la nostra esistenza ci dà sempre un motivo per andare avanti e gioire di ciò che abbiamo, per quanto poco ed effimero. Sono cosciente che, ognuno di noi, prova differenti tipi di dolore e di diverso livello e quindi non è mai possibile effettuare un’analisi dettagliata né, tanto meno, riuscire a stilare una lista di soluzioni. Quel che mi preme pescare da quell’oscuro lago intriso di difficoltà è una consapevolezza che, personalmente, ritengo essere determinante: la capacità della nostra men​te, l’u​ni​ca che rie​sce ad am​pli​fi​ca​re e di​stor​ce​re aspetti positivi e negativi della nostra realtà. Insomma, dobbiamo fidarci di noi stessi senza mai credere in modo as​so​lu​to al no​stro pen​sie​ro poi​ché ca​pi​ta spesso di es​se​re gli ar​chi​tet​ti del pe​ri​co​lan​te edi​fi​cio nel quale siamo rinchiusi. Un esempio? Quando procrastiniamo la risoluzione di situazioni che ci fanno del male per la nostra estrema paura di restare da soli. La nostra mente, il nostro pensiero positivo e la nostra volontà di cambiamento sono tutti elementi che aizzano il fuoco della luce interiore che dobbiamo analizzare minuziosamente e tenere vividi sino alla fine dei nostri giorni, anche quando qualche fattore esterno cercherà di gettare acqua sul​la bra​ce. Pren​de​te​la e chiu​de​te​la in un luo​go si​cu​ro, lontano da sguardi indiscreti. Tutelatela sempre: credetemi che sarà proprio essa, con il suo calore prorompente, ALMENO uno dei motivi che avrete per sorridere durante le vostre giornate. Allontanatevi e riponetela al sicuro, non dalle mani lunghe poiché nessuno potrà rubare ciò che custodite dentro voi ma dalle parole taglienti che sono i peggiori blocchi sui quali il pensiero si concentra generando pensieri negativi quindi negatività, infelicità e sensa​zio​ne di non ave​re nul​la per cui sorride​re;
  • Impara a conoscerti meglio : l'autoanalisi è un processo essenziale per la propria crescita interiore, l’autodeterminazione e l’istaurazione di rapporti e situazioni che sono a te destinate a cui tu, con il tuo pensiero ed il tuo animo, riesci a dar forma. Tutti noi abbiamo una qualche consapevolezza del nostro essere nel mondo; molte volte, però, tale concezione è errata o mancante. Cerca di capire come sei fatto dentro, senza timore di guardarti allo specchio e non riconoscere la persona in esso riflessa. Conoscere se stessi è il modo migliore per valorizzar​si e po​ter vive​re in ar​mo​nia con il pro​prio ani​mo e con chi ci cir​con​da;
  • Indaga il più possibile su ciò in cui credi: ognuno di noi crede in qualcosa di esterno a sé. Anche non cre​de​re in nul​la è una fede ni​chi​li​sti​ca che può es​se​re un filo portante dell'esistenza di un uomo. Bene, non fermarti a ciò che gli altri ti raccontano della tua fede: impara a conoscere il tuo Dio, il tuo testo sacro o il tuo nulla nel mondo. Scoprirai tante cose di cui ignoravi l'esistenza e arriverai a nuove consapevolezze che andranno a far fiorire la tua spirituali​tà;
  • Fa di te una cosa nuova: se sei insoddisfatto della tua vita, di come sei e di ciò che fai, la risposta ai tuoi problemi è facilmente individuabile. Modella te stesso fin quando la forma che hai di te nella tua mente trasmigri nel reale e, per far ciò, devi essere costante e testardo in questo processo di mutamento.


SONO SOLO CONSIGLI E NIENTE DI PIÙ. NON PROVENGONO DAL LIBRO DELLA CONOSCENZA INFINITA MA SONO CELATI ALL'INTERNO DI OGNI UOMO. IL MIO SFORZO NON È QUELLO DI CONCORRERE ALL'ILLUMINAZIONE DI MASSA PERCHÉ, A PRESCINDERE DAL FATTO CHE HO ESPRESSO QUESTI PENSIERI PER AIUTARE ME STESSA NELLA RICERCA INTERIORE, NON È POSSIBILE PORTARE UN UOMO ALLA CONSAPEVOLEZZA MA È POSSIBILE INVITARLO A RIFLETTERE. SOLO IN SEGUITO A UN LUNGO LAVORO DI RICERCA INTERIORE SI ARRIVA ALLA CONSAPEVOLEZZA.

Ultima domanda relativa al testo.
Perché unire un analisi sociologica con favole e poesie?
Perché ho bisogno di tutti gli strumenti della lettura per potermi esprimere. Non voglio essere limitata o segregata in un genere o una modalità predefinita. Ho bisogno di essere libera per divenire consapevole. 


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